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Associazione 
Geologi del Lazio

Sito in allestimento 
Ci scusiamo per il disagio 
Tra pochi giorni speriamo 
di attivare questo nuovo 
servizio per tutti i Geologi
 


Associazione GeologiLazio

 
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L'Associazione "GeologiLazio" persegue i seguenti scopi: 
- diffondere la cultura e dare supporto scientifico e professionale ai soci geologi; 
- ampliare la conoscenza della cultura scientifica anche mediante la costituzione di un Forum di professionisti e tecnici delle Scienze della Terra con un ampio spettro di discipline attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni; 
- informare dei problemi geologici le autorità di Governo, i media, ecc.; 
- allargare gli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali, in campo delle scienze della Terra affinché sappiano trasmettere l'amore per la Terra come un bene per la persona ed un valore sociale; 
- proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l'ideale dell'educazione permanente; 
- porsi come punto di riferimento per quanti, svantaggiati o portatori di handicap, possano trovare, nelle varie sfaccettature ed espressioni delle scienze della Terra, un sollievo al proprio disagio. 

L'Associazione "GeologiLazio" per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, in particolare: 
- Attività culturali: convegni, conferenze, dibattiti, seminari, proiezioni di films e documentari, lezione, corsi di scienze della Terra per bambini, ragazzi e per giovani ed adulti; 
- Aattività di formazione: corsi di aggiornamento teorico/pratici per professionisti, insegnanti, educatori, costituzione di gruppi di studio e di ricerca; 
- Attività editoriale: pubblicazione di un bollettino anche in forma digitale, pubblicazione di atti e convegni, di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute. 
- Attività di rete: collegare tutti i soci e divulgare la nostra attività attraverso un sito WEB; 
- Attività promozionale: costituzione di progetti per la crescita dei professionisti e per favorire il trasferimento tecnologico. 

Echi da E.P.A.P.                                  Echi dal Consiglio Nazionale
Egregio Collega, 
come saprai dalla prossima settimana, a partire dal giorno 11 marzo, avranno inizio le elezioni dell'Epap. 
Queste elezioni assumono un particolare significato se consideri che per la prima volta l'espressione del voto potrà  essere effettuata anche per via telematica, ossia comodamente seduto al tuo computer, senza alcun sacrificio di tempo e di denaro, facendo salva la riservatezza e la garanzia del voto. Si spera che vi sia tanta partecipazione al fine di responsabilizzare veramente chi andrà  ad amministrare l'Ente. In tanti, e rappresentano circa il 70 % degli elettori, non hanno fatto sentire la loro voce nelle ultime elezioni (svoltesi nel mese di ottobre 2005): confido che con il nuovo sistema si possa portare alla votazione almeno il 60% degli aventi diritto; sarebbe una bella prova di democrazia e di partecipazione. 
A proposito, circolano "voci" circa l'effettiva funzionalità  del voto telematico e si esprimono riserve circa le condizioni di sicurezza e segretezza. 
Posso fermamente affermare che sono state attuate tutte le procedure di sicurezza previste per eventuali manomissioni o alterazione del voto e quindi non c'è alcun motivo di preoccupazione. Certo è, invece, che se già  si parla di "alterabilità " del voto, prima ancora delle votazioni stesse, resto molto perplesso sulle motivazioni che inducono alcuni a pensarlo. Ma allora, mi chiedo, anche altre forme di votazioni potrebbero non essere sicure? e perchè? 
Ci sono motivazioni specifiche perchè si possa pensare questo? Queste ed altre notizie, filtrate con sapiente destrezza, risultano tendenziose o infondate o incomplete e hanno il poco lodevole scopo di far crescere ansia e sospetto dell'iscritto nei confronti dell'ENTE cercando, cosa ancora pi๠grave, di instillare sfiducia. 
Sono seguite, purtroppo, anche ad opera di alcuni Presidenti di Ordini, iniziative, prese di posizioni e dichiarazioni che, in verità , poco hanno a che vedere con le attività  Epap, ma molto di politica"  tradizionale. 
In questo contesto,  preoccupa molto chi fa campagna elettorale, non concentrandosi su obiettivi e programmi, ma dedicandosi al vilipendio o l' "azzeramento" dell'avversario. Giusto per chiarire: chi andrà  ad amministrare Epap, non deve essere espressione di una lobby o di un gruppo di "amici", ma persona dotata di caratteristiche umane, morali e tecniche adeguate alla gestione di un ente di previdenza. 
Ma c'è dell'altro: a chiusura candidature, ti rendo partecipe, analizzandoli brevemente, di alcuni  dati : 
1.    la candidatura al Consiglio d'Indirizzo Generale (CIG) di due esponenti del CNG (dott. Quarta e Dott. Grasso) ; 
2.    su  19 candidati al CIG, per i geologi, ben 3 appartengono alla regione Campania, 1 Calabria, Basilicata e Puglia, 3 in Sicilia. Quindi 9 sono concentrati al sud, 1 nel Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Abruzzo, Sardegna e Veneto, due in Liguria . Di dette candidature 8 sono di consiglieri uscenti. 
Fra questi, altra particolarità , si presenta un ex presidente di ordine (che nella precedente consiliatura Epap rivestiva anche la carica di Presidente di Ordine) e un segretario d'ordine in carica. 
3.    la scelta di alcuni Consigli Regionali di restare ufficialmente neutri alle elezioni Epap, in alcuni casi con la dichiarata lodevole intenzione di lasciareognuno libero di decidere il proprio voto. In altri casi, pur non riconoscendosi nel candidato della propria regione, correttamente l'OR ha spedito una lettera ai propri iscritti invitandoli a votare e segnalando che nella propria regione v'era uno o pi๠candidati. Questo comportamento non è stato attuato da alcuni OR. 
4.    Di tre candidati in Consiglio d'Ammistrazione due esponenti ricoprono cariche di presidente e vicepresidente nei rispettivi ordini regionali. 
1. Il primo evento è di particolare interesse in quanto essendoci incompatibilità  di carica, gli stessi, se eletti, dovranno rinunciare al mandato del Consiglio Nazionale. L'eventuale surroga porterebbe due nuove nomine a meno di un anno dalla fine del mandato. 
2. E'  una concentrazione incredibile e improbabile di candidature che testimonia due verità  sul territorio nazionale: la prima, che al sud, come nella politica, si sente maggiormente questo genere di competizione rispetto al nord o al centro; la seconda che se questo schieramento "meridionale" fosse totalmente eletto ci sarebbe una grande disparità  di rappresentanza territoriale. 
Anche la sovrapposizione di cariche (presidente di Ordine e CdA di Epap, per esempio) appare, seppur legittima, quantomeno inopportuna. 
3. Gli Ordini, specie per quelli rinnovati totalmente, sono chiamati ad una (prima vera prova di carattere: appoggiare il candidato regionale o, se non gradito, ostacolarlo? E come? C'è un modo per uscirne bene? 
Forse sarebbe da chiedersi se quel collega candidato abbia le qualità , l'esperienza e le capacità  di amministrare; se EPAP sia un ente esponenziale degli Ordini o se un ente autonomo, dotato di leggi e regolamenti propri, i cui iscritti, tra l'altro, rappresentano circa la metà  degli iscritti degli Ordini Regionali (l'altra metà  è costituita da dipendenti pubblici e privati iscritti rispettivamente in INPDAP e INPS); se qualsiasi giudizio da parte di un Ordine su Epap, sia interpretabile quale interferenza sulla libertà  di scelta di ogni singolo iscritto e degli amministratori dell' Ente, considerandoli, in entrambi i casi, alla stregua di semplici pedine piegate ad un disegno pianificato da pochi. 
Ed è con tutti questi interrogativi che, per chiudere mi sovviene una citazione che opportunamente adatto al caso:"la verità  rende liberi?... forse, ma è certo che rende almeno consapevoli!" 

Ringraziandoti per avermi dedicato del tempo, resto a disposizione per 
qualsiasi richiesta o commento. 

 Geol. Domenico Ferri 

 Tel.    : 0775.212134   -   3392083199 

Bentrovati a tutti voi, il filo diretto che ci ha unito per oltre un decennio torna a stabilirsi dopo un lungo periodo di silenzio. L'occasione, ghiotta in verità , mi è fornita dalla nascente "Associazione geologi Lazio" e dalla sua vetrina, il sito internet www.geologilazio.org che viene di nuovo alimentato con argomenti di stretta attinenza con la vita professionale e con temi pertinenti alla stessa associazione. Per riprendere il filo del discorso mi sembra utile trascrivere brani dell'ultimo editoriale scritto da Presidente dell'Ordine dei Geologi Del Lazio, datato febbraio 2007. In quell'occasione tracciavo una sorta di bilancio del lavoro svolto, mentre mi accingevo a iniziare un percorso nuovo di cui non conoscevo quasi nulla. Oggi, a distanza di quattro anni, sento la necessità  di effettuare un nuovo bilancio e soprattutto di condividerlo col maggior numero possibile di colleghi, in modo che, utilizzando il forum del sito, possa confrontarmi con le osservazioni, le istanze e le critiche che mi perverranno. Da un Consiglio a un altro (stralci dall'editoriale febbraio 2007) "Per circa 12 anni ho avuto l'onore di guidare il Consiglio dell'Ordine dei Geologi del Lazio: per ben quattro volte il gruppo con il quale mi candidavo ha ricevuto il mandato dai colleghi, per ben quattro volte i Consiglieri eletti mi hanno affidato e quindi confermato la fiducia nella più alta carica. Oggi, mentre scrivo questo mio ultimo editoriale nel quale cerco di spiegare i motivi di una mia (sofferta) scelta, mi viene da chiedermi: ho svolto bene il mio compito? potevo fare di più? Ho tralasciato qualcosa? A tutte queste domande al momento mi sono imposto di non rispondere, e di lasciare che il tempo sedimenti le cose e assegni loro un giusto valore; ma ancor di più spero che una risposta arrivi dagli iscritti, attraverso critiche o elogi, attraverso soprattutto proposte che possano indirizzare i Consiglieri, vecchi e nuovi, che avranno il compito di continuare il mandato che voi stessi avete loro assegnato. Mentre leggerete questo scritto, molti saranno già  a conoscenza che ho accettato la nomina a Consigliere Nazionale e questo, per una giusta incompatibilità  di ruoli, mi ha costretto ad abbandonare il ruolo di Presidente e anche quello di Consigliere dell'Ordine dei Geologi del Lazio; sento però la necessità  di spiegare pubblicamente le motivazioni di questa opzione al fine di fornire un' "interpretazione autentica" ed evitare contorte dietrologie. Nell'autunno 2005, a seguito dell'entrata in vigore della nuova normativa elettorale, decisi di candidarmi con una lista "alternativa" alle elezioni del Consiglio Nazionale, che si svolgevano subito dopo quella del Consiglio regionale e alla quale avevo partecipato, nel segno della continuità , con il gruppo (incrementato di nuovi elementi) con il quale avevo condiviso la gestione dell'Ordine. Mentre per l'elezione al C.R. il successo fu molto ampio, con 10 degli 11 consiglieri appartenenti alla medesima lista, per il C.N. le cose furono ben diverse perchè anche in quel caso l'elettorato dette una preferenza alla continuità  e tutti e 15 gli eletti appartennero alla lista uscente. Ma il fato è imprevedibile e due tragici lutti hanno comportato lo scorrimento della graduatoria dei più votati, e il mio nome era tra i primi. Mi si presentava la possibilità  di "salire" al C.N. ma al prezzo di abbandonare il C.R.! Ecco perchè parlavo di scelta sofferta: per me sarebbe stato certamente più comodo continuare a svolgere le funzioni di presidente di un Ordine importante come quello del Lazio (ben rodato, con un bel clima di amicizia e di collaborazione, con una segretaria efficiente ecc. ecc.) piuttosto che lanciarsi in meandri sconosciuti di un Consiglio del quale i componenti, omogenei e funzionali a un programma necessariamente diverso dal mio, erano già  da tempo insediati e al lavoro. Il desiderio però di poter contribuire alla causa della nostra categoria in un contesto nazionale, confortato in ciò dal quasi contemporaneo arrivo di una Consigliera alla quale sono legato da antica amicizia e per la quale nutro profonda stima, mi hanno definitivamente spinto ad accettare in nuovo incarico, certo comunque di non "lasciare" ma di "continuare" nell'impegno iniziale di tre anni al Consiglio Consultivo Regionale e di successivi dodici anni all'Ordine."

(continua) 

Fabrizio Millesimi 

- Associazione GeologiLazio -