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Egregio
Collega,
come saprai dalla prossima settimana,
a partire dal giorno 11 marzo, avranno inizio le elezioni dell'Epap.
Queste elezioni assumono un particolare
significato se consideri che per la prima volta l'espressione del voto
potrà essere effettuata anche per via telematica, ossia comodamente
seduto al tuo computer, senza alcun sacrificio di tempo e di denaro, facendo
salva la riservatezza e la garanzia del voto. Si spera che vi sia tanta
partecipazione al fine di responsabilizzare veramente chi andrà
ad amministrare l'Ente. In tanti, e rappresentano circa il 70 % degli elettori,
non hanno fatto sentire la loro voce nelle ultime elezioni (svoltesi nel
mese di ottobre 2005): confido che con il nuovo sistema si possa portare
alla votazione almeno il 60% degli aventi diritto; sarebbe una bella prova
di democrazia e di partecipazione.
A proposito, circolano "voci" circa l'effettiva
funzionalità del voto telematico e si esprimono riserve circa
le condizioni di sicurezza e segretezza.
Posso fermamente affermare che sono state
attuate tutte le procedure di sicurezza previste per eventuali manomissioni
o alterazione del voto e quindi non c'è alcun motivo di preoccupazione.
Certo è, invece, che se già si parla di "alterabilità
" del voto, prima ancora delle votazioni stesse, resto molto perplesso
sulle motivazioni che inducono alcuni a pensarlo. Ma allora, mi chiedo,
anche altre forme di votazioni potrebbero non essere sicure? e perchè?
Ci sono motivazioni specifiche perchè
si possa pensare questo? Queste ed altre notizie, filtrate con sapiente
destrezza, risultano tendenziose o infondate o incomplete e hanno il poco
lodevole scopo di far crescere ansia e sospetto dell'iscritto nei confronti
dell'ENTE cercando, cosa ancora pi๠grave, di instillare sfiducia.
Sono seguite, purtroppo, anche ad opera
di alcuni Presidenti di Ordini, iniziative, prese di posizioni e dichiarazioni
che, in verità , poco hanno a che vedere con le attività
Epap, ma molto di politica" tradizionale.
In questo contesto, preoccupa molto
chi fa campagna elettorale, non concentrandosi su obiettivi e programmi,
ma dedicandosi al vilipendio o l' "azzeramento" dell'avversario. Giusto
per chiarire: chi andrà ad amministrare Epap, non deve essere
espressione di una lobby o di un gruppo di "amici", ma persona dotata di
caratteristiche umane, morali e tecniche adeguate alla gestione di un ente
di previdenza.
Ma c'è dell'altro: a chiusura candidature,
ti rendo partecipe, analizzandoli brevemente, di alcuni dati :
1. la candidatura al
Consiglio d'Indirizzo Generale (CIG) di due esponenti del CNG (dott. Quarta
e Dott. Grasso) ;
2. su 19 candidati
al CIG, per i geologi, ben 3 appartengono alla regione Campania, 1 Calabria,
Basilicata e Puglia, 3 in Sicilia. Quindi 9 sono concentrati al sud, 1
nel Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Abruzzo, Sardegna
e Veneto, due in Liguria . Di dette candidature 8 sono di consiglieri uscenti.
Fra questi, altra particolarità
, si presenta un ex presidente di ordine (che nella precedente consiliatura
Epap rivestiva anche la carica di Presidente di Ordine) e un segretario
d'ordine in carica.
3. la scelta di alcuni
Consigli Regionali di restare ufficialmente neutri alle elezioni Epap,
in alcuni casi con la dichiarata lodevole intenzione di lasciareognuno
libero di decidere il proprio voto. In altri casi, pur non riconoscendosi
nel candidato della propria regione, correttamente l'OR ha spedito una
lettera ai propri iscritti invitandoli a votare e segnalando che nella
propria regione v'era uno o pi๠candidati. Questo comportamento
non è stato attuato da alcuni OR.
4. Di tre candidati
in Consiglio d'Ammistrazione due esponenti ricoprono cariche di presidente
e vicepresidente nei rispettivi ordini regionali.
1. Il primo evento è di particolare
interesse in quanto essendoci incompatibilità di carica, gli
stessi, se eletti, dovranno rinunciare al mandato del Consiglio Nazionale.
L'eventuale surroga porterebbe due nuove nomine a meno di un anno dalla
fine del mandato.
2. E' una concentrazione incredibile
e improbabile di candidature che testimonia due verità sul
territorio nazionale: la prima, che al sud, come nella politica, si sente
maggiormente questo genere di competizione rispetto al nord o al centro;
la seconda che se questo schieramento "meridionale" fosse totalmente eletto
ci sarebbe una grande disparità di rappresentanza territoriale.
Anche la sovrapposizione di cariche (presidente
di Ordine e CdA di Epap, per esempio) appare, seppur legittima, quantomeno
inopportuna.
3. Gli Ordini, specie per quelli rinnovati
totalmente, sono chiamati ad una (prima vera prova di carattere: appoggiare
il candidato regionale o, se non gradito, ostacolarlo? E come? C'è
un modo per uscirne bene?
Forse sarebbe da chiedersi se quel collega
candidato abbia le qualità , l'esperienza e le capacità
di amministrare; se EPAP sia un ente esponenziale degli Ordini o se un
ente autonomo, dotato di leggi e regolamenti propri, i cui iscritti, tra
l'altro, rappresentano circa la metà degli iscritti degli
Ordini Regionali (l'altra metà è costituita da dipendenti
pubblici e privati iscritti rispettivamente in INPDAP e INPS); se qualsiasi
giudizio da parte di un Ordine su Epap, sia interpretabile quale interferenza
sulla libertà di scelta di ogni singolo iscritto e degli amministratori
dell' Ente, considerandoli, in entrambi i casi, alla stregua di semplici
pedine piegate ad un disegno pianificato da pochi.
Ed è con tutti questi interrogativi
che, per chiudere mi sovviene una citazione che opportunamente adatto al
caso:"la verità rende liberi?... forse, ma è certo
che rende almeno consapevoli!"
Ringraziandoti per avermi dedicato del
tempo, resto a disposizione per
qualsiasi richiesta o commento.
Geol. Domenico Ferri
Tel. : 0775.212134
- 3392083199
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