CORRIERE Provincia Rieti
9 Maggio 1998
Un censimento dei dissesti idrogeologici pubblicato recentemente illustra i rischi che corre la provincia
Allarme frane in tutto il Reatino
Più di trecento gli smottamenti registrati negli ultimi anni in Sabina.


Paola Cuzzocrea 

RIETI - Fra qualche mese, quando la furia vendicatrice delle montagne campane si placherà e la vicenda avrà comunque perso la spettacolarità di questi giorni, tutto tornerà probabilmente come prima. Forse - e non solo nelle zone colpite dal disastro - sarà stato stanziato qualche miliardo in più per la difesa del suolo, ma fondamentalmente non si sarà verificato alcun cambiamento di mentalità nella gestione di questa importante risorsa non rinnovabile, per la cui salvaguardia avanziamo spesso solamente iniziative prive di reale convinzione: l'ambiente. Eppoi siamo a Rieti - direbbero molti siamo così lontani da Sarno... Tutto sbagliato. Uno studio recentemente pubblicato dall'Accademia nazionale dei Lincei ed effettuato da alcuni geologi reatini mostra infatti come il territorio della provincia di Rieti sia particolarmente a rischio per quanto riguarda i fenomeni franosi. Più di trecentoventi, quelli registrati dal 1990 ad oggi senza contare quelli che non si sono mai scoperti perché‚ ubicati in zone impervie, e concentrati in particolari aree della provincia, aree dalle quali si salva praticamente solo il comune capoluogo. "Il Reatino - spiega il geologo Fabrizio Millesimi, uno degli autori dei censimento frane ed attualmente candidato come consigliere comunale nelle prossime elezioni amministrative - è sicuramente una zona calda per quanto riguarda le frane 


In grigio le zone più a rischio di frane nella provincia di Rieti


prima di tutto perché‚ presenta un territorio essenzialmente collinare e montuoso, ma anche a causa di un generale peggioramento nella gestione del suolo da parte dell'uomo che ha fatto impennare il rischio in tutta la provincia soprattutto in periodi piovosi come la primavera e l'autunno. E non se ne è parlato fino ad ora solo perché‚ le numerose frane che continuano a verificarsi in provincia non hanno causato stragi come quella campana". Ma di che tipo sono e dove si concentrano gli episodi franosi provinciali? Scartando, gli smottamenti costituiti da fanghi di origine vulcanica che qui da noi sono assenti, le tipologie, di frane rilevate in provincia sono essenzialmente quattro: crolli (39 per cento), scorrimenti (48 per cento), colamenti (4 per cento) e fenomeni complessi (9 per cento). Ed i "punti caldi"? Moltissimi: Magliano Sabina, Montebuono, Tarano, Poggio Catino, Mompeo, Casaprota e lungo tutto il Lago del Turano per quanto riguarda i colamenti, mentre a rischio crolli risultano in cima alla lista le aree del Cicolano di Fiamignano e Paganico e quella del comune di Cittaducale. Particolarmente pericolosa, sempre per i crolli, anche la Piana di San Vittorino, che proprio questa mattina sarà argomento di discussione nel corso del convegno di studi organizzato alle Terme di Cotilia ed al quale interverranno studiosi di geofisica e di problematiche ambientali nonché numerosi rappresentanti politici regionali e provinciali. Allarme crolli e colate anche ad Antrodoco a causa della problematica ubicazione, del paese già provato storicamente da alluvioni devastanti. Il più alto numero di scorrimenti è stato invece registrato nelle zone di Micigliano, Sigillo e Posta,(dove è stata realizzata una galleria artifiiciale per proteggere le abitazioni dagli smottamenti) nei dintorni di Amatrice, a Sommati (dove tre anni fa alcune frane bloccarono le strade per alcuni mesi) ed a Cornillo. Ed infine, non sfuggono al censimento i paesi di Poggio Bustone (scorrimenti), Rivodutri (crolli), le strade che portano a Leonessa (crolli), Belmonte (movimenti complessi) e Greccio (colate). Una situazione, quindi, che dovrebbe invitare perlomeno alla riflessione. "Bisognerebbe innanzitutto - continua Millesimi - far capire alla gente ed al sistema politico che l'ambiente è una risorsa che, una volta compromessa non si può ricostituire e che è sicuramente meno dispendioso finanziare la prevenzione che non la gestione di continue emergenze".
Proroga della Regione

Taglio boschi 
Si può fino al 20

RIETI - Nuove proroghe per il taglio degli alberi nella provincia di Rieti. E' stato infatti posticipato al 20 maggio prossimo il termine ultimo, precedentemente stabilito per la metà del mese di aprile, per l'effettuazione delle operazioni di disbosco in tutto il Reatino. La richiesta di rinvio dei termini, autorizzata dall'assessore regionale alla valorizzazione delle risorse ambientali Giovanni Hermanin, era stata avanzata dal consigliere regionale Roberto Giocondi a causa del mal tempo registrato in questi ultimi mesi che aveva impedito ai cittadini autorizzati ad effettuare i tagli degli alberi di completare il loro lavoro. Il taglio dei boschi, in provincia, interessa un vasto numero di operatori. La proroga disposta dalla Regione è stata resa nota anche al Corpo della Forestale, per legge adibito al rispetto delle norme in materia di salvaguardia ambientale. 


E' stato approvato alla Pisana il programma di inverventi a favore della provincia

Difesa del suolo: sei miliardi in arrivo
Grandi opere a Varco Sabino e Forano


RIETI - (pacuz) Sei miliardi e 470 milioni di lire. A tanto ammonta la somma stanziata dalla Regione Lazio a favore delle aree reatine a rischio idrogeologico in base alla legge sulla difesa dei suolo numero 183/89. "Questi finanziamenti - ha detto il consigliere regionale pidiessino Roberto Giocondi - giungono in un momento particolarmente delicato per il nostro paese che deve nuovamente constatare come l'assenza di una politica attiva di difesa del territorio continui a produrre danni, rovine e purtroppo lutti". Il programma regionale è così articolato: 935 milioni andranno al Comune di Forano per il completamento delle paratie di contenimento nel capoluogo, un miliardo a Varco Sabino per la bonifica del versante montano sovrastante l'abitato del capoluogo, 2 miliardi e 155 milioni verranno destinati a Scandriglia per effettuare consolidamenti, mentre un miliardo e 300 milioni serviranno a realizzare opere di sostegno del dissesto in località Bocchignano. A Belmonte Sabino la Regione interverrà con 330 milioni per costruire opere di ' sostegno in località Ville, a Fiamignano arriveranno 400 milioni per arginare i movimenti franosi in località Le Crete, mentre i restanti 350 milioni di lire
serviranno a realizzare un reticolo di drenaggi per la regimazione delle acque superficiali e di infiltrazione. "Queste iniziative - ha aggiunto Giocondi -come pure la proposta di legge sulla montagna quella dello sviluppo della provincia di Rieti, le modifiche alla legge sulle aree protette, sui piani paesistici, sull'agriturismo e sul decentramento amministrativo sono elementi di un'impostazione politica che trova però attenzione a corrente alternata. Quello che ancora manca è un grande progetto di promozione ambientale che sintetizzi felicemente occupazione e tutela".